Programmazione Neurolinguistica: Cos’è e come utilizzarla per comunicare

programmazione neuro linguistica

Hai mai sentito parlare di NPL (Neuro Linguistic Programming)?

La programmazione neurolinguistica (PNL) è una pseudo scienza che potrebbe insegnarti a diventare maestro nell’arte del linguaggio e della comunicazione.

La neurolinguistica è stata fondata all’inizio del 1970 da Richard Brandler e John Grinder. I due hanno studiato tre differenti terapie e, utilizzando ciò che avevano osservato, crearono un sistema che aiutava chi lo utilizzava a diventare consapevole di alcuni tratti comuni riscontrati nelle relazioni e interazioni umane.

La NLP aiuta ad organizzare i complessi modelli inerenti la comunicazione umana, e per questo motivo può aiutarti non soltanto a comunicare meglio.

Lo scopo originale della NLP era quello di offrire ai terapisti uno strumento per migliorare la loro comunicazione con i pazienti, attraverso un’attenta analisi della natura e dei meccanismi del linguaggio verbale.

La parte più importante della NLP è quella di esaminare come una persona parla e il sotto strato della conversazione (ovvero tutte le cose non dette ma comunicate in altro modo).

Ci sono tre concetti fondamentali che molti guru della seduzione con la NLP insegnano. Ora condividerò con te questi concetti base:

1. Sistemi rappresentativi

Se sei seduto e devi descrivere uno scenario a qualcuno, come lo descriveresti? Molte persone parlerebbero delle cose che vedono, dei suoni e dei sentimenti associati a quello scenario che stanno visualizzando.

I sensi utilizzati per descrivere la situazione sono i nostri sistemi rappresentativi.

Per la NLP, ogni persona ha un sistema rappresentativo primario, secondario e terziario che utilizza per comunicare.

Se il primo modello rappresentativo di una persona è la vista, utilizzerà parole “visive” per descrivere una situazione. Utilizzerà frasi come “vedo” oppure “sto vedendo che”. Se invece la modalità primaria di una persona è il senso dell’udito, utilizzerà frasi come “ti ascolto”, oppure “mi suona strano”.

Chi pratica la programmazione neurolinguistica dice che la comunicazione tra due persone che hanno la stessa modalità sarà molto più forte; i due si capiranno molto di più l’uno con l’altro. Al contrario, se hanno modalità di comunicazione primarie differenti, come ad esempio visiva e cinestetica, allora sarà per loro molto più difficile capirsi.

Imparando ad utilizzare in maniera effettiva queste modalità può aiutarti a diventare un abile comunicatore, e creare una situazione di comfort con la persona (o le persone) con le quali stai parlando.

Il trucco è quello di ascoltare le parole che l’altra persona utilizza mentre racconta una storia, e decidere se si basa sulla vista, sull’udito o sul tatto.

Una volta capito quale sistema rappresentativo utilizza più spesso, utilizza lo stesso modello per rispondere e comunicare con questa persona. Con la pratica, potrai vedere miglioramenti nella comunicazione.

2. Ancore

Ti sarai nella tua vita sicuramente imbattuto nelle “Ancore”. Un ancora è qualcosa che ti ricollega ad uno stato o sensazione mentale.

Se ad esempio hai ascoltato una particolare musica quando hai avuto una particolare esperienza, questa musica richiamerà memoria di quella esperienza. E ti farà provare sentimenti simili. E’ abbastanza semplice creare delle ancore che ti riportano ad uno specifico stato mentale.

Il metodo è: ogni volta che ti senti bene e in uno stato mentale positivo, quando ti senti sicuro di te stesso e felice, prendi due dita e fai pressione sul polso. Ricordati di ripetere questa azione ogni volta che ti trovi in uno stato mentale simile.

Il punto è quello di creare un ancora con i sentimenti che hai e di permetterti di riprovare questi stessi sentimenti ripetendo l’azione associata. Un po’ come succede con le abitudini.

A tal proposito è bene citare l’esperimento di Pavlov con i cani, per dimostrare come l’essere umano si comporta con riflessi condizionati. Pavlov mise una ciotola con del cibo vicino ad un cane, e questo sbavava nel vederla. Successivamente, insieme all’avvicinamento della ciotola faceva suonare un campanello. E il cane sbavava di nuovo. Infine, provava soltanto a far suonare il campanello, notando come il cane sbavava anche soltanto sentendo il suono del campanello, senza che la ciotola fosse vicina.

3. Percorsi

Sono script precompilati che comunicano indirettamente uno specifico messaggio, o richiamano particolari sentimenti a chi viene comunicato il messaggio.

Ogni percorso è composto da una varietà di tecniche dalla NLP. Imparare però i percorsi di cose da dire in maniera quasi automatica, anche se con le pause e le tonalità giuste (sono questo i percorsi) ciò non è sufficiente.

In mia opinione, le cose più interessanti offerte dalla NLP sono:

  • ti insegna ad ascoltare le persone con le quali stai conversando
  • ti insegna a prestare attenzione alle parole che utilizzi ed al significato dietro di esse
  • ti insegna a pensare a quello che stai per dire prima di dirlo
  • ti da idee per modi diversi di utilizzare la lingua, e ciò può aiutarti ad essere più creativo mentre parli

Esercizio pratico per imparare la NLP

Il compito è semplice: pensa prima di parlare.

Oggi, appena puoi, ricordati di essere attento quando 1) rispondi a qualcuno 2) pensi alla tua risposta prima di rispondere.

Quando possibile, prova a fare una pausa quando qualcuno ti dice qualcosa, e rispondi in maniera conscia ed esplicita.

Nota quali modalità stanno utilizzando per parlare: vista, suono o tatto? Nota se questo affetta la qualità della conversazione, e ciò che ne deriva.

La NLP è una pseudo scienza complicata e possono volerci anni per imparare ad utilizzarla correttamente. Visto che la comunicazione è la chiave per qualsiasi esperienza interpersonale, non ci sono dubbi che la NLP sia un’arte che un aspirante artista sociale dovrebbe almeno investigare, dopo aver praticato a lungo sul campo e che riesce a generare conversazioni regolarmente e con tutti.

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