Come curare l’ansia, la tensione e rilassarsi.. respirando!

eliminare ansia e tensione

Respira, conta fino a dieci, e poi rispondi…

Se sei una persona impulsiva, probabilmente questa frase ti sarà stata ripetuta come consiglio decine di volte. Lo stesso è capitato anche a me. Pensare prima di parlare o rispondere ci può far dire la cosa giusta al momento giusto (o almeno non farci dire quella sbagliata!). Ma c’è qualcosa di più del ritardare la risposta, del contare.

Questo qualcosa è la respirazione, il rilassamento. E’ stato scientificamente provato che, se sei rilassato, non potrai per forza di cose provare sentimenti quali ansia, ira, tensione, etc.

In pratica la tensione muscolare è segno del nostro corpo che si prepara a rispondere ad uno stimolo esterno. Invece, il rilassamento è proprio il contrario.

Prendo un esempio tratto dal libro Psicocibernetica. Immagina di essere comodamente seduto a leggere un libro. Ad un certo punto squilla il telefono. In maniera inconscia, per un movimento dettato dall’abitudine, ti alzi per andare a rispondere. Turbi quindi di fatto il tuo equilibrio (eri a leggere il libro, non era obbligatorio che tu ti alzassi e andassi a rispondere) solo per fare qualcosa dettata principalmente dalla tua abitudine, dal fatto che ti sei abituato a dare una determinata risposta allo stimolo esterno del telefono.

Questo meccanismo di condizionamento è stato studiato per la prima volta da Pavlov, che scoprì il riflesso condizionato, grazie ad i suoi esperimenti con un cane.

In poche parole, per chi non conoscesse la storia, quello che ha fatto Pavlov è stato condizionare un cane a sbavare anche quando non gli veniva mostrato del cibo, semplicemente suonando un campanello, che in precedenza aveva suonato mentre il cibo era vicino al cane. In pratica, inizialmente metteva il cibo vicino al cane, che sbavava. Poi, insieme al cibo, faceva suonare un campanello, e il cane sbavava (per il cibo). Infine, provando a suonare soltanto il campanello, si è accorto che il cane sbavava comunque, anche se il cibo non era presente.

Allo stesso modo, noi rispondiamo a determinati stimoli dell’ambiente esterno attraverso dei riflessi più o meno condizionati. Come nell’esempio del telefono, non dobbiamo necessariamente rispondere, e per non farlo è sufficiente ignorare lo stimolo.

Tra l’altro questa è l’azione svolta dai tranquillanti (che molti usano), ovvero quella di inibire la risposta agli stimoli esterni, fino ad annullarla completamente. Cioè chi prende il tranquillante è conscio che lo stimolo ci sia, ma non vi presta attenzione, non investe i suoi sentimenti in questo stimolo (un po’ come ignorare il telefono che squilla e non rispondere).

Esercizio pratico per “non rispondere”

Ecco quindi un buon esercizio che ti può aiutare a ignorare stimoli che portano ansia e tensione, e addirittura anche a cambiare cattive abitudini, semplicemente ignorando il segnale, il campanello.

Immagina di essere sdraiato comodamente a leggere un libro, e che squilla il telefono. Immaginati di ignorare completamente il telefono che squilla, e di continuare la tua lettura. Pian piano, il suono del telefono che squilla si fa sempre più lieve, fino a quando scompare completamente dalla tua attenzione.

Ogni volta che vorrai far passare il tuo stato di ansia, o non fare qualcosa che invece di solito fai (può valere anche per qualsiasi abitudine) basta che tu faccia ritornare alla mente l’immagine di te che non rispondi al telefono. E che allo stesso modo ignori il nuovo stimolo. Prova a dire dentro di te “Lo lascio squillare“.

All’inizio potresti trovare difficoltà nell’ignorare completamente lo stimolo. Ecco perché consiglio 2 cose:

  1. Respira e rilassati: come abbiamo detto è praticamente impossibile rispondere ad uno stimolo quando si è completamente rilassati. E la respirazione aiuta a rilassarci. Quindi il modo migliore per non rispondere ad uno stimolo (quindi ad esempio non urlare quando ci fanno arrabbiare, o evitare di fumare una sigaretta, etc.) è proprio quello di fermarsi un attimo, fare dei bei respiri profondi, e rilassare i muscoli.
  2. Ritarda la risposta: ovvero “aspetto due minuti prima di farlo”. Questo mi ha aiutato molto nel periodo in cui stavo smettendo di fumare. Mi sono accorto che, ritardando la risposta, è molto più facile evitare di fare qualcosa. Quindi quando mi veniva voglia di fumare dicevo “ok, aspetto però due minuti”. In quei due minuti, forse anche perché mi rilassavo, riuscivo a perdere la voglia di fumare che prima, in un attimo e chissà perché, era affiorata alla mia mente.

Ecco quindi spiegata in due punti la frase che ho citato all’inizio “Respira, conta fino a dieci, e poi rispondi…” Respirando ci si rilassa, e contando fino a dieci si ritarda la risposta. In questo modo annulliamo temporaneamente la nostra risposta allo stimolo esterno, e questo ci permette di essere più lucidi ed equilibrati quando (e se) dovremmo realmente rispondere.

Come dice Maxwell Maltz, il nostro corpo ha un termostato naturale, che ci permette di mantenere la temperatura corporea a circa 37 gradi centigradi. Questo accade in qualsiasi condizione esterna: sia che ci sono 40 gradi, sia che siamo a -20. In ogni caso, il corpo riesce ad equilibrare la temperatura e a portarla a 37 gradi. Come fa quindi il corpo ad adattarsi all’ambiente esterno? Semplicemente non assumendone il clima. Mantenendo l’equilibrio corporeo indipendentemente da ciò che succede all’esterno.

Lo stesso possiamo fare con il nostro “termostato spirituale“, decidendo quindi di non assumere e farci travolgere dagli stimoli esterni, di non rispondere se necessario, e di mantenere quindi la nostra “temperatura spirituale” in equilibrio.

Indipendentemente da quello che succede all’esterno. Perché ricorda che i tuoi sentimenti, la tua ansia e le tue risposte agli stimoli non sono generate dagli stimoli esterni e da ciò che succede intorno a te, ma sono esclusivamente dipendenti dalla risposta che tu decidi di dare in relazione ad ogni stimolo.

Come dice Bruce Lee, “sii acqua amico”, perché l’acqua attraversa tutto, si adatta ad ogni circostanza esterna, senza esserne però travolta.

A tal proposito cito una frase tratta dal libro di Paulo CoelhoIl guerriero della luce“:

A volte il guerriero della luce si comporta come l’acqua e fluisce tra gli ostacoli che incontra. In certi momenti, resistere significa essere distrutto. Allora egli si adatta alle circostanze. Accetta, senza lagnarsi, che le pietre del cammino traccino la sua rotta attraverso le montagne. In questo consiste la forza dell’acqua: non potrà mai essere spezzata da un martello, o ferita da un coltello. La più potente spada del mondo non potrà mai lasciare alcuna cicatrice sulla sua superficie. L’acqua di un fiume si adatta al cammino possibile, senza dimenticare il proprio obiettivo: il mare. Fragile alla sorgente, a poco a poco acquista la forza dagli altri fiumi che incontra. E, a partire da un certo momento, il suo potere è totale.

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