Come prendere decisioni (e il segreto di accontentarsi)
Più opzioni abbiamo, più ci sembra difficile scegliere, e meno siamo soddisfatti di quello che scegliamo. Non è un paradosso: è come funziona la mente.
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Il paradosso della scelta
Nel libro Il paradosso della scelta lo psicologo Barry Schwartz sostiene che oltre un certo punto avere più opzioni non ci rende più liberi, ma più ansiosi e meno soddisfatti. Con troppe alternative:
- è più difficile decidere, e a volte non si decide affatto;
- cresce l’aspettativa che la scelta giusta sia perfetta;
- si pensa di più alle alternative scartate, e cresce il rimpianto.
Massimizzatori e soddisfatti
Schwartz distingue due atteggiamenti, riprendendo il lavoro dell’economista Herbert Simon:
- Massimizzatori: vogliono la scelta migliore in assoluto. Confrontano tutto, leggono ogni recensione, tornano sulle decisioni prese.
- Soddisfatti (satisficers): stabiliscono i criteri che contano e scelgono la prima opzione che li soddisfa.
Le ricerche indicano che i massimizzatori a volte ottengono risultati oggettivamente migliori (uno stipendio un po’ più alto, un prodotto un po’ migliore), ma si dichiarano in media meno soddisfatti e più inclini al rimpianto.
È questo il «segreto» di accontentarsi: non significa rinunciare alla qualità, ma decidere in anticipo cosa è abbastanza buono.
Un metodo in sei passi
1. Quanto conta questa decisione?
Non tutte le decisioni meritano la stessa energia. Scegliere un ristorante non è scegliere un lavoro. Chiediti: tra cinque anni, questa decisione conterà ancora? Se la risposta è no, decidi in fretta.
2. Reversibile o irreversibile?
Le decisioni reversibili si possono prendere velocemente: se sbagli, torni indietro. Quelle difficili da invertire, come trasferirsi, sposarsi o licenziarsi, meritano più tempo e più informazioni.
3. Scrivi i criteri prima di guardare le opzioni
Cosa conta davvero? Mettilo per iscritto prima di confrontare le alternative, così non ti lasci guidare dai dettagli brillanti di un’opzione.
4. Limita le opzioni
Tre o quattro alternative bastano quasi sempre. Oltre, la qualità della decisione non migliora e la fatica cresce.
5. Considera il punto di vista esterno
Daniel Kahneman suggerisce di chiederti: come vanno di solito le situazioni simili? Se un amico ti raccontasse questo dilemma, cosa gli consiglieresti? Il punto di vista esterno corregge l’ottimismo eccessivo e le illusioni del momento.
6. Decidi, poi chiudi la porta
Una volta scelto, smetti di confrontare. Ritornare continuamente sulle alternative scartate è la principale fonte di rimpianto. Le ricerche dello psicologo Daniel Gilbert suggeriscono che quando una decisione è definitiva tendiamo a farcela piacere di più rispetto a quando possiamo ancora cambiarla.
Esercizio: La decisione in una pagina
Prendi una decisione che rimandi da tempo. Su un foglio scrivi:
- Cosa conta davvero (massimo cinque criteri).
- Le opzioni (massimo quattro).
- Un voto da 1 a 5 per ogni opzione su ogni criterio.
- Cosa consiglieresti a un amico nella stessa situazione.
- La data entro cui deciderai.
Rispetta la data. Il giorno scelto, decidi con quello che hai.
E l’intuito?
L’intuito funziona bene in ambiti in cui hai molta esperienza e ricevi riscontri rapidi: un medico esperto, un artigiano, un giocatore di scacchi. Funziona male in situazioni nuove, rare o molto incerte. Ascoltalo, ma chiediti: ho davvero esperienza in questo?
Domande frequenti
Come prendere una decisione quando si è indecisi tra due opzioni?
Se sono davvero equivalenti, qualunque scelta va bene: lancia una moneta. Spesso, mentre la moneta è in aria, ti accorgi di sperare in uno dei due risultati. Quella è la tua risposta.
Come smettere di avere paura di sbagliare?
Ricorda che non decidere è anche una decisione, spesso la peggiore. E che la maggior parte delle scelte è più reversibile di quanto sembri.
Accontentarsi non significa rinunciare ai sogni?
No. Significa sapere cosa ti serve e smettere di cercare una perfezione che non esiste. Puoi avere obiettivi ambiziosi ed essere soddisfatto delle scelte che fai lungo la strada.
Per approfondire
Il paradosso della scelta
Perché avere troppe opzioni ci rende meno soddisfatti.
Per chi: Chi passa ore a confrontare alternative senza decidere.
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